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Gli animali

Tema molto delicato e che mi sono posto molto spesso. Bisogna affrontarlo bene tenendo conto però anche della nostra storia e del nostro mondo. Affrontarlo a partire da oggi può essere fuorviante, affrontarlo senza considerare la nostra stessa natura umana e animale può dar luogo a conclusioni errate. Analizzando tantissimi video e i miei stessi animali ( cani, gatti, qualche gallina) ho osservato che hanno molto di più di ciò che si crede e non soltanto l’istinto della sopravvivenza con una ricerca di soddisfare il proprio stomaco. Hanno desideri e ricercano affetto in una forma molto simile alla nostra, ricercano compagnia, hanno capacità di numerazione se pur limitata. Soffrono, dunque hanno dei sentimenti, cooperano con altri animali per raggiungere un obiettivo, tentano di curarsi con metodi primitivi e istintivi, costruiscono nidi o tane. Possono essere violenti e aggredire e uccidere. Scelgono, oziano. Mi sembra già sufficiente per identificarli come esseri molto molto vicini all’uomo disponendo di una sorta di pensiero logico intuitivo per cacciare e procurarsi cibo e dunque sopravvivere. Ricercano gli amici animali o umani e giocano e sognano. Sicuramente ci sono differenze, non hanno dedotto il teorema di Pitagora e non scrivono, non costruiscono aerei e non fanno ricerca o non si curano facendosi operazioni chirurgiche. In pratica mentre l’uomo ha modificato l’ambiente circostante l’animale lo ha conservato ( e potrebbe essere pure un vantaggio). Ma basta ciò a differenziarli da noi umani per poter affermare una diversità e superiorità da implicare un legittimo uso delle loro carni per poter noi sopravvivere? Se rispondiamo di Sì mi appare che lo stesso si potrebbe dire per un umano che nella sua vita non ha inventato niente utilizzando solo ciò che altri hanno inventato o creato. Dunque la risposta deve essere un No, con forza. Ci sono tanti tipi di animali e dunque molte considerazioni ulteriori da fare. Io mi chiedo se si educano tra loro e trasmettono “saperi” acquisiti e qui vi è una forte differenza con l’uomo. Non hanno enciclopedie pur trasmettendo le tecniche di caccia ai cuccioli. Ma se educano e trasmettono in modo anche minimale saperi crolla anche tale differenza ed è poi difficile vedere differenze pur non vedendo libri e leggi scritti da cani e gatti da scimmie e leoni, pur avendo dei ruoli nei gruppi della stessa specie. Ma tutto ciò come è in relazione ad un uomo primitivo costretto anche lui a sopravvivere e spesso in condizioni peggiori rispetto ad un animale? Vi è un diritto intrinseco nella Natura? Vi è un diritto di sopravvivere e dunque è normale cacciare e mangiare carne animale? Sicuramente Sì, almeno per un essere primitivo. Ma tale diritto di sopravvivere è un diritto inalienabile e non modificabile o è modificabile? Diciamo che oltre “diritti” naturali l’Uomo ne ha introdotto tanti nel tempo (leggi ecc.) riconoscendo e introducendo tutele per disabili e per gli uomini in generale, cosa che forse gli animali non fanno, ma si può modificare un diritto alla sopravvivenza o non esiste tale diritto? [ intanto io ho ridotto il consumo di carne all’osso ] Però come si fa a condannare o ad imporre per legge o solo per etica che un’altra persona non possa rivendicare il diritto ( vedi apolidi) a vivere come un tempo di caccia e di pesca e dunque a competere per la sopravvivenza con i mezzi naturali o con pietre, fucili ed altro? Da un punto di vista religioso, cosa che non condivido, l’uomo è nel suo pieno diritto di competere proprio dalla sua nascita per volere divino, anzi non è stato messo nemmeno alla pari nel competere con un leone ma ha dovuto prima imparare a tessere trappole e stratagemmi per battere un leone. E mentre uno sopravviveva tanti ne morivano.